Pros
Il luogo di lavoro ha grandi potenzialità e ci sono alcuni colleghi che rendono piacevole il lavoro
Cons
Se sei nella fascia dei 20-30 anni e non hai le giuste conoscenze (sì, siamo ancora a questi livelli!) verrai solo illus*, sfruttat* e lasciat* a piedi. La possibilità di stabilizzazione è pressoché un miraggio, lo vedo in colleghi che hanno creato una famiglia, che lavorano per quest'azienda da anni dando tutto ciò che possono, ma che anno dopo anno continuano ad avere sempre e solo rinnovi precari. Per quanto riguarda poi i ragazzi più giovani, sembra un girone dell'inferno. Vengono fatti contratti a chiamata che, per carità, per dei giovani neolaureati potrebbero anche andare bene per iniziare, non pretendiamo subito un indeterminato. Il problema è che poi non ti fanno lavorare. In un mese già è tanto se ti chiamano 3 volte. Non ci vengono date spiegazioni (o ti cacciano la scusa che hanno assunto troppi stagionali e allora lì ti fanno solo più innervosire perché sorge spontaneala domanda "perché assumere così tanti stagionali quando hai già a disposizione una squadra di ragazzi pronta a lavorare?!") e noi restiamo in un limbo in cui speriamo ci venga data la possibilità di lavorare e di gettare le basi per il nostro futuro (ma questo pensiero non sembra neanche lontanamente essere contemplato, pare si adagino sul pensiero che viviamo con i genitori e che quindi possiamo stare in questa situazione, ma noi senza lavoro come andiamo via di casa?!). In questa condizione, non solo si guadagna una miseria (280€ o 300€ al mese se tutto va bene), ma soprattutto si prende a schiaffi la dignità lavorativa di ragazze e ragazzi che dopo tanto impegno accademico vorrebbero donare all'azienda la propria voglia e passione di portare in alto il sito museale, offrendo prestazioni veloci, elevate e competenti, svecchiando un po' l'ambiente. Purtroppo, qui i giovani sono solo l'ultima ruota del carro, da sfruttare solo quando servono e da prendere in giro. Sono estremamente delusa da quest'azienda, perché ho preso a cuore questo lavoro fin da subito, me ne ero innamorata. Ma ora sono stata costretta a guardare la realtà in faccia e a dovermi comportare così come ci trattano. Se non riconoscono il valore che può portare la gioventù al sito museale, stanno già gettando le basi del loro fallimento.